(Adnkronos) - Nonostante l’afflusso significativo di risorse comunitarie, l’Italia si trova spesso in difficoltà nell’efficace utilizzo dei fondi europei, a causa di problematiche strutturali che ostacolano il pieno sfruttamento delle opportunità offerte. Secondo un rapporto della Corte dei Conti italiana, al 2020 l’Italia aveva speso solo il 38% delle risorse assegnate per il ciclo di programmazione 2014-2020 (Corte di Conti 'I rapporti finanziari con l’Unione Europea e l’utilizzazione dei Fondi europei' Relazione annuale 2020-2021), una percentuale tra le più basse in Europa. E' quanto emerge dalla ricerca 'La gestione dei fondi europei in Italia: asset strategico per il volano della nostra società ', realizzata dall’Eurispes che è stato presentato oggi.Â
Altre nazioni, come la Polonia e la Spagna, rileva l'Eurispes, nello stesso periodo avevano raggiunto una capacità di spesa rispettivamente del 72% e del 65%. Questa lentezza non solo impedisce di sfruttare appieno le opportunità offerte dai fondi europei, ma espone il Paese al rischio di dover restituire le risorse non utilizzate. Nel ciclo 2014-2020, circa 5 miliardi di euro sono stati oggetto di ridefinizione o restituzione a causa di ritardi e inefficienze. Permangono importanti criticità : la complessità burocratica, la frammentazione delle competenze e una capacità amministrativa non sempre adeguata; la scarsa capacità di progettazione delle Amministrazioni locali, soprattutto nel Mezzogiorno, dove si affrontano gravi difficoltà nell’elaborazione di progetti conformi ai rigidi requisiti stabiliti dall’Unione Europea (il 30% dei progetti presentati non è conforme ai criteri dei bandi europei); i monitoraggi e i controlli: in Italia, l’assenza di sistemi efficienti in questo ambito ha spesso portato a irregolarità , ritardi, e sprechi di risorse, compromettendo l’impatto positivo dei finanziamenti comunitari e ciò avviene non solo nel Mezzogiorno ma anche nelle Regioni settentrionali. Â
L'efficace gestione dei fondi europei dipende da strategie ben definite e da approcci innovativi, come dimostrano alcuni modelli di successo adottati da diversi paesi membri dell’Unione Europea.Â
Tra questi, sottolinea l'Eurispes, emergono quattro esempi significativi che evidenziano come politiche mirate e pianificazione strategica possano massimizzare l’impatto dei finanziamenti europei. I modelli di gestione dei fondi europei adottati da Polonia (gestione centralizzata), Germania (utilizzo dei partenariati pubblico-privati), Paesi Bassi (trasparenza nella gestione dei fondi) e Spagna (sviluppo delle aree rurali), nonostante siano molto diversi tra loro, sono tutti di successo. Non esiste un modello unico di gestione dei fondi europei, ma un sistema flessibile che rispetti le diversità territoriali e settoriali. Â
"Solo un approccio adattivo, che tenga conto delle caratteristiche locali e delle capacità amministrative - sottolinea Eurispes-, può garantire un utilizzo efficace e sostenibile delle risorse comunitarie. Un approccio rigido e uniforme rischia di non rispondere efficacemente alle esigenze specifiche dei territori. Ogni area, territorio, regione ha caratteristiche e bisogni specifici che richiedono strategie adattate e mirate. L’approccio adattivo a 'geometria variabile' potrebbe rappresentare una strategia flessibile che permette di calibrare gli interventi in base alle caratteristiche e alle esigenze specifiche dei territori ed in particolare a quattro variabili: contesto territoriale; tessuto imprenditoriale; - competenze possedute dalle Amministrazioni; burocrazia amministrativa. Un approccio 'a geometria variabile', in definitiva, consente di affrontare le sfide di ciascun territorio in modo mirato, garantendo che i fondi europei vengano utilizzati in modo efficace e sostenibile. La chiave del successo risiede nella capacità di adattare le strategie alle specificità locali, combinando interventi infrastrutturali, innovativi, sociali e ambientali. Solo attraverso una pianificazione attenta e flessibile ed un sistema di monitoraggio e controllo continuo sarà possibile massimizzare l’impatto dei fondi, promuovendo uno sviluppo equilibrato e inclusivo su tutto il territorio italiano".Â
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